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Il calcio ancora in lacrime: ci lascia Gianluca VIALLI

Il mondo del calcio non smette di piangere. Dopo aver dato l’addio al “Sergente” Mihajlovic ed a “Gasolina” Pelè, stamattina a lasciarci è stato Gianluca Vialli che dal 2017 ormai combatteva, tra riprese e ricadute, con un tumore al pancreas.

58 anni dei quali gli ultimi cinque passati a combattere contro un male che alla fine non gli ha lasciato scampo, nonostante subito dopo aver scoperto il tumore si sia sottoposto ad un intervento chirurgico che lo ha relegato a quasi 20 mesi di chemioterapia, debilitandolo tanto da essere costretto ad indossare un maglione sotto la camicia per non sembrare troppo magro.

La sua lotta al tumore sembrava essere vicina alla vittoria nel 2020 quando ,con orgoglio, comunicava di aver ricevuto la notizia: non c’erano più segni della malattia. Famosa la sua intervista, colma di emozione nel quale affermava: È stata molto, molto dura, anche per un tipo tosto come me. Sono felice, anche se lo dico sottovoce Può sembrare strano, ma in questo momento mi sento più fortunato rispetto a tanti altri”. E ha aggiunto: “Vorrei che la famosa frase: ‘Quello che conta è la salute’ diventasse davvero centrale. Vorrei che non accettassimo più nessun taglio alla sanità pubblica, che non crollassero più i ponti e che la sicurezza delle persone diventasse prioritaria. Vorrei che ci ribellassimo a queste città piene di smog che uccide”.

Questo scorcio di ripresa gli diede la possibilità di poter prendere parte agli Europei del 2021 come capo delegazione della Nazionale Italiana, dove con l’amico-fratello Roberto Mancini non hanno solo contribuito a portare in Italia un trofeo tanto ambito, ma anche di regalare uno degli scatti fotografici sportivi più belli: il loro abbraccio il giorno della finale, che forse, anzi sicuramente, andava oltre lo sport.

Curioso era il rito scaramantico che per tutta la manifestazione dell’europeo ha portato avanti Vialli, cioè quello di salire per ultimo sul pullman che portava in giro gli azzurri.

Purtroppo però l’euforia, medica e sportiva, è durata poco troppo poco. Infatti in occasione della presentazione del libro “Gianluca gonfia la rete”, scritto per lui da Matteo Bonetti e presentato al pubblico nel dicembre 2021, Vialli ha annunciato di essere di nuovo alle prese con il tumore: “Sto abbastanza bene. Non ho ancora completato il viaggio e l’ospite indesiderato è sempre con come. A volte è più presente, altre meno. Diciamo che adesso sono in manutenzione… Si va avanti e spero possiate sopportarmi per molti anni”.

Ma quegli “anni” sono diventati solo dei “mesi”, 12 per l’esattezza. Il 14 Dicembre per essere svizzeri. È in questa data infatti la sua comunicazione alla FIGC, nel quale annunciava la sua assenza alle prossime gare della Nazionale Italiana: “Al termine di una lunga e difficoltosa ‘trattativa’ con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri. L’obiettivo è quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio”.

È stata la famiglia di Gianluca Vialli a confermare la morte dell’ex campione con una nota. “Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli – fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.

“Stradivialli” – così lo definiva il grande Gianni Brera per l’eleganza, per la sinuosa armonia dei suoi movimenti e per via dei suoi natali cremonesi in comune, trecento anni prima, con il liutaio Antonio Stradivari –  ci ha lasciati stamattina. Era ricoverato in una clinica a Londra, ormai allo stremo delle sue forze e confortato dalla vicinanza dell’anziana madre e dei suoi fratelli.

Vialli nacque a Cremona nel ’64 e qui inizia a muovere i primi calci nel mondo del calcio, dapprima nel Pizzighettone e poi alla Cremonese che lo fa esordire tra i professionisti nella stagione 1980-1981, ottenendo 2 presenze nel campionato di Serie C1. Il suo talento è evidente e il suo debutto in serie B è solo posticipato di qualche giornata. Infatti avverrà nel settembre del 1981 nella gara Cremonese-Sambenedettese. Giocherà 4 anni con la Cremonese, collezionando 105 prese e 23 gol, che contribuiranno a riportare la squadra lombarda in serie A dopo 54 stagioni.

Nella stagione 1984-1985 l’esordio in Serie A, ma questa volta indossando la maglia della Sampdoria, dove dapprima vivrà un periodo sportivo un po’ tormentato visto i suoi rapporti con l’allenatore Eugenio Bersellini, per poi esplodere con l’arrivo di mister Vujadin Boskov che lo schiera in squadra proprio insieme a Roberto Mancini, col ruolo di prima punta. L’intesa è sublime, immediata tanto da divenire il tandem-simbolo dell’epoca più luminosa del club, e portando l’ambiente doriano a rispolverare per loro il soprannome di «gemelli del gol».

40 miliardi di lire più i cartellini di quattro giocatori, questo quanto sborsato dalla Juventus, al finire della stagione 1992, per accaparrarsi le prestazioni di Gianluca Vialli. All’epoca la cifra più alta mai spesa al mondo per un giocatore. Roberto Baggio, Fabrizio Ravanelli, Gianluca Vialli e dall’anno dopo Alessandro Del Piero. Pura maestria di calcio sulle sponde del Fiume Po. Se nella nuova avventura bianconera qualche incomprensione, e un pizzico di sfortuna, c’è con Giovanni Trapattoni in panchina, Vialli ha modo di riscattare la sua presenza a Torino dalla stagione 1994-1995 con l’arrivo di Marcello Lippi come Tecnico che lo fa diventare il fulcro dell’attacco della squadra.

La sua carriera da calciatore finirà al Chelsea, godendo della “Legge Bosman”, trovando in squadra i connazionali Roberto Di Matteo e Gianfranco Zola, pronti a dare una mano ad una squadra che da anni ormai vive nella parte destra della classifica. Dapprima da “Player Manager” e successivamente da Allenatore inizia a dismettere i panni da calciatore per intraprendere la nuova carriera, vincendo da subito La Coppa di Lega, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA e nella sua ultima stagione a Londra anche la Charity Shield.

La sua breve esperienza da allenatore si conclude nella stagione 2022 al Watford di proprietà di Elton John.

Ricca la sua bacheca dei trofei con la vittoria di un Campionato Italiano di Serie C (Cremonese), quattro Coppa Italia (quattro con la Sampdoria e una con la Juventus), due scudetti (Sampdoria e Juventus), due Supercoppa Italiana (Sampdoria e Juventus), una Coppa d’Inghilterra (Chelsea), una Coppa di Lega Inglese (Chelsea), 2 Coppa delle Coppe (Sampdoria e Chelsea), una Coppa UEFA (Chelsea), una UEFA Champions League (Juventus) una Supercoppa UEFA (Chelsea). (G.D.)

Fonte immagine: https://www.ilmessaggero.it/photos/MED/27/42/7122742_06104001_elezioni11_3_.jpg

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