Il ciclismo vuole tornare in sella

Il Consiglio Federale sta mettendo a punto un protocollo per dare il “via” all’attività non appena arriverà il nulla osta delle istituzioni

MILANO – Tutti in sella, pronti a pedalare… E’ questo, riassumendo, il pensiero espresso dal presidente nazionale della Federazione Italiana Ciclismo che dopo aver sentito in video conferenza i presidenti dei Comitati Regionali, sta attentamente valutando l’opportunità che si possano riprendere almeno gli allenamenti se dalle istituzioni arriverà il nulla osta alla tanto citata “Fase 2”.

In una nota per la stampa, Renato di Rocco ha ribadito che: «In realtà il ciclismo non si è mai fermato in questi giorni di emergenza. Nonostante il blocco di tutte le attività, il nostro mondo ha mostrato una vitalità e forza propositiva che permetteranno anche di arricchire le nostre attività in futuro. Penso alle iniziative “virtual” legate al Giro d’Italia, a tutte le forme di allenamento online che la Federazione ha messo a disposizione sin dai primi giorni di lockdown e alle attività di volontariato di molti nostri atleti. In occasione dell’ultimo confronto con il Ministro Spadafora, ci è stato chiesto di pazientare ancora riguardo la ripresa degli allenamenti. Abbiamo accettato di buon grado, facendoci promotori presso il nostro mondo di questa richiesta, in virtù del principio di responsabilità che ci ha sempre distinto e che ci ha consigliato, prima ancora dei decreti legislativi, di chiedere ai nostri atleti di fermarsi. Ci auguriamo, adesso, che si possa il prima possibile tornare ad allenarsi. I nostri tecnici stanno ragionando come farlo, anche alla luce di diverse evidenze scientifiche che sconsigliano, in questa fase, l’allenamento di gruppo».

Un recente studio ha evidenziato che il distanziamento sociale previsto non è sufficiente nei casi di una azione di moto, com’è quella di un ciclista che pedala. Per questo la Federazione sta approntando un protocollo che si basa su allenamenti in solitaria. In caso di un allenamento con più persone, i centri territoriali, i velodromi, le scuole di ciclismo, i ciclodromi, gli impianti di bmx e fuoristrada saranno fondamentali punti di riferimento.

«E’ evidente – aggiunge il presidente nazionale – che la bicicletta ha un profondo valore sociale. In questi mesi gli aiuti alle persone in difficoltà hanno spesso viaggiato a pedali, con protagonisti anche nostri atleti. Penso a quanto realizzato, per esempio, da Martinelli. La bicicletta assumerà un valore centrale nelle strategie di spostamento urbano alternativo ai mezzi pubblici, come dimostrano numerose iniziative messe in campo da Comuni e Regioni. La pratica ciclistica assicura il distanziamento sociale che è alla base del nostro agire per il prossimo futuro. In attesa di stabilire come riprendere correttamente lo svolgimento delle manifestazioni ciclistiche, mi auguro che quanto prima ci si possa tornare ad allenare».


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