Dieci Federazioni, un solo grido: «Salvate lo sport»

Presentato un documento al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Spadafora e a tutto il governo: «Riconoscete il nostro valore»

MILANO – Dieci Federazioni, un unico accorato urlo… Dieci Federazioni, orgoglio dello sport italiano al quale hanno regalato 363 medaglie olimpiche, 127 delle quali del metallo più prezioso. Dieci Federazioni che, estremamente preoccupate per tutto quello che potrà arrivare in scia all’attuale e critico momento di emergenza sanitaria, chiamano a gran voce al ruolo istituzionale chi non può esimersi dall’avere un occhio di riguardo per chi muove l’interesse, la passione e i valori di centinaia di migliaia di persone.

Toni educati ma fermi, quelli che hanno usato Federazione Italiana Canoa Kayak, la Federazione Italiana Canottaggio, la Federazione Ginnastica d’Italia, la Federazione Italiana Pesistica, la Federazione Italiana Scherma, la Federazione Italiana Sport Invernal, la Federazione Italiana Tiro con l’Arco, la Federazione Italiana Vela, la Federazione Italiana Hockey, Federazione Italiana Cronometristi e Federazione Italiana Biliardo Sportivo che hanno sottoscritto un documento inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sport e ai rappresentanti di tutti gli altri dicasteri

«Le prime bozze del decreto “Cura Italia” – si legge nel documento – non sembrano tenere in considerazione un movimento, quale quello dello sport italiano che influisce, considerandone anche l’indotto, per il 3,8 % del PIL . Chiediamo al Presidente del Consiglio, al Ministro competente ed all’interno Governo di riconoscere, allo sport di base, che si fonda sul quotidiano impegno di milioni di praticanti, quel ruolo importante non solo sul piano economico ma anche e soprattutto su quello sociale. La pandemia sta mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle società sportive che rappresentano sia il terreno fertile da cui germogliano i campioni di domani e sia il veicolo di trasmissione più immediato ed efficace dei valori del vivere civile e della convivenza sociale. I primi interventi predisposti dal Governo hanno rappresentato per lo sport azzurro una boccata d’ossigeno che però rischiano di essere insufficienti. E’ necessario adesso intervenire in maniera tempestiva e strutturale. E’ per questa ragione che chiediamo di prevedere, all’interno dei 25miliardi che rappresentano il plafond del decreto “Cura Italia”, lo stanziamento di somme che possano rappresentare un’immissione di liquidità che, attraverso le Federazioni sportive, possono giungere immediatamente alle società di base che rappresentano la colonna vertebrale dello sport azzurro. Inoltre, chiediamo di svincolare i fondi già stanziati per il progetto “Sport di Tutti” e che rischiano di rimanere dormienti nei nostri bilanci federali in quanto non potranno essere messe in atto quelle iniziative alle quali erano destinati. Si tratta di somme importanti e che potrebbero essere utili quale ulteriore sostegno alle nostre realtà sportive. Ma, come ogni sportivo sa, i risultati di domani si costruiscono con una corretta programmazione. A tal fine, chiediamo al Governo una dichiarazione che possa garantire la continuità degli stanziamenti destinati allo sport anche per il prossimo anno che ci vedrà porci l’obiettivo di onorare il Paese ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo. In questo percorso, sin da subito, esprimiamo l’esigenza di avvertire la vicinanza del Governo al mondo dello sport con azioni concrete che passino dallo stanziamento di fondi fondamentali per la sopravvivenza dell’intero movimento ed anche da una auspicata concertazione ed attività di ascolto di tutte le componenti dello sport italiano, attraverso il CONI ed il Comitato Italiano Paralimpico».


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