Varese si può fermare

VARESE – Alla Polì è mancata ancora quella “freddezza” che hanno i campioni di amministrare il vantaggio, ma HST Varese questa volta ha barcollato. Un campo ostico a molte squadre quello di Varese Palaghiaccio dove spazi e luminosità limitano lo sviluppo della manovra. Già nel primo tempo si parte con la bracciata giusta, con 2 reti a testa, rispettivamente di MinopoliGiroldi; il capitano di Munerati si porta subito in vantaggio, Giroldi pareggia e allunga in soli 2 minuti per un errore della difesa Polì. Allo scadere, ancora Minopoli, chiude in pareggio.

Nel secondo tempo Novate sembra averne di più, organizzato e preciso negli stretti schemi del Palaghiaccio sfruttando per due occasioni l’uomo in più, si porta in vantaggio con Parise, e allunga con Minopoli su rigore per fallo su Fernandez. La difesa HST non contiene l’attacco avversario, diventando un po’ più fallosa. Coach Basaglia decide di cambiare totalmente formazione per cercare la rimonta, ma non ottiene ciò che sperava. Si rimane sul 4-2 per Novate. Al cambio campo, Novate riparte aggressivo ed allunga ancora con un’altra palombella di Minopoli portandosi sul 5-2. HST ritrova la concentrazione e si riporta ad una lunghezza da Polì in soli 3 minuti mandando in gol Gagliardi e Costantini che sfruttano al meglio il contropiede. Si alza la temperatura in vasca in tutti i sensi. Mentre Munerati si infuria per gli errori commessi dai propri ragazzi, Basaglia riporta alla calma i suoi.

Nel quarto tempo il coach varesino ricambia ancora totalmente la formazione; HST riesce ad agganciare Polì, con la possibilità di portarsi in vantaggio, sventata però da due interventi provvidenziali di Zaffaroni. Polì ha l’occasione dell’ultimo minuto, vanificata da una trattenuta dell’avversario su Minopoli. Finisce 5-5, un risultato che appaga HST, occasione persa per Polì per avvicinarsi alla testa della classifica. Un campionato duro dove anche il gioco fisico comincia a predominare ma la pallanuoto si sa, non è una sfida a bocce.
Che la sfida continui…

Testo e foto Federico Canu


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